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20 novembre 2010

Dalla Giunta Comunale

Assessorato alla Cultura
 

Folto pubblico ha assistito sabato mattina all'iniziativa "Il testamento biologico, tra libertà di scelta, dimensione etica e prospettive giuridiche: la risposta delle Istituzioni", organizzato presso la Sala Consiliare di Turriaco congiuntamente dalla due Amministrazioni Comunali di San Canzian d'Isonzo e di Turriaco.
L'iniziativa aveva la finalità di informare i cittadini in merito all'esistenza di un registro dei testamenti biologici, di cui entrambi i comuni si sono dotati negli ultimi mesi, oltre che naturalmente di ragionare sull'importante tema della libertà di scelta nelle cure sanitarie. Il tutto alla presenza du due testimonianze davvero autorevoli, come Beppino Englaro e Amato De Monte.

L'incontro è stato introdotto dal Sindaco di Turiaco Alessandra Brumat e dal vicesindaco di San Canzian Cristina Benes che hanno fatto un plauso al coraggio con cui persone come Englaro si sono mosse per vedersi riconosciuto un proprio diritto, combattendo la sua battaglia civile senza optare per soluzioni facili e ipocrite, ma scegliendo la strada della trasparenza e del rigore, del rispetto delle leggi e della Costituzione. Gli amministratori hanno inoltre espresso contrarietà e preoccupazione per la Circolare dei Ministri dell'Interno, del Welfare e della Sanità, emessa nei giorni scorsi e che sancirebbe l'illegittimità dei registri comunali per la raccolta delle dichiarazioni anticipate di trattamento. L'iniziativa era stata promossa proprio per informare i cittadini della possibilità di lasciare presso il Comune il modulo con le DAT, uno strumento adottato da un numero crescente di comuni, anche nella nostra regione e segnatamente nella provincia di Gorizia.
Nel sostanziale vuoto normativo il registro, pur non avendo validità giuridica, resta l'unica possibilità formale per chi voglia rilasciare le proprie volontà di essere curato o meno in caso sia reso fortemente invalido dall'insorgere di una patologia da non poter esprimere verbalmene la propria contrarietà alle cure. Il tutor, infatti, nel caso in cui l'atto del testamento biologico sia stato registrato da un notaio, può chiedere a nome del paziente che un giudice obblighi il medico ad assecondare le volontà del malato Per i comuni che l'hanno adottato singifica un atto di civiltà, che promuove la libertà di scelta dei propri cittadini.
Beppino Englaro con un intenso ed appassionato racconto ha ripercorso alcune tappe della sua dolorosa vicenda, umana e giudiziaria. Sostenendo il pensiero di Pulitzer secondo cui "un'opinione pubblica bene informata è una Corte Suprema", ha sostenuto l'importanza che i cittadini conoscano  i rischi della rianimazione ad oltranza.  La sentenza della Cassazione che ha dichiarato legittima la sua richiesta di sospendere la nutrizione artficiale alla figlia Eluana, si è basata proprio sul rispetto dei principi costituzionali, secondo cui un individuo ha il diritto di autodeterminarsi e di non sottoporsi a trattamenti sanitari che ne mantengano la sopravvivenza in condizioni considerate lesive della propria dignità personale.
Il caso di Eluana Englaro è  stato uno spartiacque. Ha aperto la strada alla libertà di scelta sulla propria vita e sul proprio fine vita; ha letteralmene scosso le coscienze  su questa tematica, suscitando un interesse sempre maggiori da parte dei cittadini.

Il dottor Amato De Monte, primario e direttore del dipartimento di anestesia e rianimazione dell'Azienda ospedaliera universitaria di Udine che è stato il responsabile dell'Equipe medica che ha seguito gli ultimi giorni di Eluana presso la casa di cura "La Quiete" di Udine ha spiegato quali sono i limiti e le potenzialità delle professioni sanitarie nel rapportarsi con la tematica del fine vita e ha dettagliato nello specifico cosa si intende con stato vegetativo permanente, nonché l'importanza di distiguere questo stato (frutto dei progressi nella scienza medica, che consente di mantenere in vita attraverso la nutrizione e l'idratazione artificiale, un individuo che abbia subito però danni cognitivi talmente gravi da compromettere ogni stato di coscienza) da una grave disabilità che pur consente di mantenere il contatto con il mondo esterno.

In molti dal pubblico (davvero numeroso) hanno voluto portare il proprio contributo o porre delle domande ai relatori.